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Apologia dell'oppio. Lo stereotipo della fumeria tra fascinazione e razzismo

Résumé : Immagine archetipica della Chinatown americana, la fumeria d'oppio racconta il fascino orientalista per la Cina e funge da prisma per raccontare di complessi di colpa post-coloniali, per intendere la decadenza morale di un personaggio, per dire un razzismo ma anche per, indirettamente, invitare al viaggio e alla scoperta di una cultura sovente misconosciuta. Se per alcuni la rappresentazione dell'oppio riveste caratteri di evidente orientalismo al limite del razzismo, purtuttavia è possibile ritrovare caleidoscopici effetti che usano la rappresentazione dell'oppio come allegoria, simbolo, ritmo musicale. Si analizzeranno alcuni esempi tra i quali l'apoteosi umanista di Griffith (Broken Blossom), le sequenze iniziali di C'era una volta in America, oppure le allusive declinazioni di Bertolucci (L'ultimo imperatore) per raccontare come l'oppio, i suoi effetti e la sua storia non siano stati esclusivamente armi di prevaricazione e rappresentazione strumentale di una cultura, ma anche potente ipnagogico che impreziosisce rappresentazioni di una cultura sempre meno misteriosa.
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https://hal-univ-lyon3.archives-ouvertes.fr/hal-00835789
Contributeur : Corrado Neri <>
Soumis le : mercredi 19 juin 2013 - 16:29:24
Dernière modification le : lundi 10 février 2020 - 12:16:53

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  • HAL Id : hal-00835789, version 1

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Corrado Neri. Apologia dell'oppio. Lo stereotipo della fumeria tra fascinazione e razzismo. cinergie, 2013, pp.60-79. ⟨hal-00835789⟩

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